Nuovi regimi

Mi è capitato di leggere un interessante post che riporta una intera citazione pronunciata da Hermann Goering al processo di Norimberga. Traggo spunto da questa citazione per riportare qui un passaggio delle parole di Goering:

…sono i governanti del paese che determinano la politica, ed è sempre facile trascinare con sè il popolo, sia che si tratti di una democrazia, o di una dittatura fascista, o di un parlamento, o di una dittatura comunista. (…)
Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati, e denunciare i pacifisti di mancanza di patriottismo e di esporre il paese al pericolo. Read more »

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L’uomo di Piltdown

(trascrizione di un pezzo di servizio giornalistico dell’epoca)
Londra – 18 dicembre 1912.
Al congresso della Geological Society, in corso qui a Londra, l’antropologo Charles Dawson ha reso noto, nel suo intervento, una scoperta che potrebbe cambiare la storia dell’origine dell’Uomo sulla Terra. Infatti, Dawson documenta la scoperta di un teschio, un cui frammento gli è stato dato da un operaio impiegato allo scavo di ghiaia presso la miniera di Piltdown. Read more »

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Napoli 1993. Il male oscuro

Al porto di Napoli, nella zona orientale, quella riservata alle merci, attraccò una nave. Un cargo. Batteva la bandiera delle Bahamas.
Nessuno ci fece caso. Era un mercantile che trasportava qualcosa che nessuno avrebbe mai identificato come un pericolo.
E infatti pericolo non c’era, ma…
…il male oscuro era dietro l’angolo.
Per capire come sia arrivato, vediamo tutto per bene dall’inizio. Read more »

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Attraverso l’oceano.

Siamo a Fatu Hiva, la più meridionale delle Isole Marchesi, in Polinesia, un posto selvaggio e meraviglioso, e siamo nel 1936.
Sotto una veranda fatta di giunco e bambu, siedono due uomini, intenti a sorseggiare un thè.
Non sono uomini famosi, ma uno di loro, il più giovane, un giorno lo sarà. Uno si chiama Henry Lie, ed è un vecchio scienziato norvegese che nella vita non ha avuto molta fortuna, perchè non si è mai venduto a nessuno, finchè un bel giorno, attorno al 1906, decise di mollare tutto ed andarsene a vivere con la moglie a Fatu Hiva, lontano dalla civiltà, dalla politica, e da tutto il resto.
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Ricordi in treno

Sono cose scritte di getto sul portatile durante un viaggio in treno. Anche se dopo aver letto mi conoscerete meglio, sconsiglio la lettura a persone con turbe psichiche e disturbi del sonno: potrebbero diventare come me, e non lo consiglio a nessuno.

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Personaggi di quartiere 2

E’ sera, un lunedì sera di inizio autunno come ce ne sono tanti, e la pioggia cadde sulla città. Una pioggia fitta, quasi come fosse un temporale estivo, ma durevole persistente, proprio come le pioggerelline autunnali.
Appena superato l’equinozio d’autunno, ecco arrivare la pioggia, ad intristire i lunghi pomeriggi e le serate. Read more »

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Personaggi di quartiere

L’originale (ambientato a Roma) è del 24 maggio 2006.

Ieri sera l’ho incontrato di nuovo, era tempo che non lo incontravo.
Sì proprio lui, il Boliviano. Nessuno sa il suo nome, tutti lo chiamano così nel quartiere. Perchè? Semplice: perchè è boliviano davvero, quindi per tutti lui è il Boliviano. Caratteristiche fondamentali: sta qui da dieci anni ma riesce a salvaguardare il proprio accento latino-americano, senza farsi contaminare dai romani, ed è sempre ubriaco. Read more »

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Trenta anni dopo

C’era un gran caldo umido quel mattino d’inizio agosto senza vento, con quell’afa che porta la gente al limite dell’asfissia. Ero in una stazione ferroviaria ad attendere un treno in ritardo. Oramai passato l’orario tipico dei pendolari, erano infatti le dieci e un quarto, attorno a me c’era un continuo viavai di gente dagli abiti leggeri e multicolori, confusa, accomunata solo dall’attesa di un treno. Chi con molti bagagli, chi senza nulla al seguito. Quel mattino, il 2 agosto per la precisione, m’ero svegliato storto – lo ricordo bene – ero rientrato a casa tardissimo, avevo tardato ulteriormente ad addormentarmi, avevo dormito per non più di quattro ore… Mi attendeva una lunga giornata di frenetici spostamenti su e giù per le vie di un’altra città, non per piacere ma per lavoro. Di sicuro non mi faceva bene vedermi circondato da gente in partenza per le vacanze estive. Read more »

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Sembra teatro, ma è la vita reale

Luogo: casa mia, camera da letto.
Tempo: ore 1.20 del mattino, di una notte dell’autunno 2004. Fuori c’è un temporale. Tuoni, fulmini e saette.
Scenografia: i poster della mia camera, l’odiosa carta da parato, una rosa rubata appesa a testa in giù.
Personaggi: Lui (cioè io), Lei (cioè per l’appunto Lei). Read more »

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Deserto umano

Mi sembra di stare in una landa desolata. Una specie di deserto dove domina la miseria umana. Una terra arida dove si fa a gara a chi è piú furbo, a chi riesce meglio ad agire alle spalle dell’altro.

Ripartiamo da qua.

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